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Mourinho e l’ossessione Mancini.

mourinhoMourinho vince ma è tutt’altro che sereno.

E a fine partita saltano i nervi, l’ossessione si chiama Roberto Mancini.

L’allenatore dell’Inter, prima rivolge di un gesto polemico al suo pubblico, che “zittisce” con un eloquente segno dell’indice.

Poi,  a fine partita, polemizza sia negli studi di Sky, che in quelli della Rai – in entrambi i casi su paragoni tra la sua gestione della squadra nerazzurra e quella del predecessore.

E alla fine lascia  gli studi tv.

Incazzatissimo.

E’ l’inizio di una telenovela?

Male non fare, paura non avere ( ancora sulle intercettazioni)

Scrivevo su questo Blog tempo fa sul tema delle intercettazioni:

Secondo me è come il famoso Comma 22. Nel 1961 uscì un libro che parlava dei piloti degli aerei di guerra americani. Il libro riportava i regolamenti cui i piloti erano soggetti, e fra questi due articoli contraddittori:

  • Articolo 12, Comma 1
    L’unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia.
  • Articolo 12, Comma 22
    Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo.

Beh, anche per le intercettazioni dobremmo avere una specie di Comma 22.Che potrebbe suonare più o meno così:

L’unico che ha diritto ad non essere intercettato è la persona onesta.

Chiunque pretenda di non essere intercettato non lo è.

Dice oggi Marco Travaglio ( 2 settembre su Unità), fornendo perfette esemplificazioni al mio concetto:

“Se un estraneo alle indagini viene intercettato indirettamente a colloquio con un indagato, e non dice e non fa nulla di male, nell’eventualità che la conversazione venga pubblicata risulterà che s’è comportato bene.

E morta lì.

Il caso Prodi è emblematico: non è indagato, qualche sua telefonata col consulente Ovi (intercettato) viene ascoltata e finisce sui giornali, ma lui ci fa un’ottima figura: amici e i parenti che chiedevano favori non hanno avuto alcun favore. Tant’è che lui stesso ha chiesto di pubblicare tutto: una richiesta che può essere avanzata solo da chi se lo può permettere. Dunque, per dire, non Al Tappone.

Nell’inchiesta Abu Omar, la spia del Sismi Marco Mancini tenta di salvarsi dai magistrati raccomandandosi a due ex capi dello Stato, Cossiga e Scalfaro.

Cossiga, contattato direttamente, si mobilita subito attaccando e denunciando a Brescia i pm Pomarici e Spatato che indagano sul sequestro.

Scalfaro, contattato tramite un amico agente di scorta, non muove un dito: anzi fa sapere a Mancini che, se ha qualcosa da dire, lo riferisca ai magistrati, che lo ascolteranno. Forse che Scalfaro si lamenterà perché, pur non essendo indagato, ha visto pubblicate le sue conversazioni? No, perché s’è comportato bene, da vero uomo delle istituzioni.

Nell’inchiesta campana sui coniugi Mastella, il consuocero della coppia è accusato di aver pilotato il concorso per l’assunzione di geologi in un consorzio, vinto da alcuni somari raccomandati, grazie all’esclusione truffaldina di un giovane geologo molto competente, risultato il migliore all’esame e dunque bocciato.

Si chiama Vittorio Emanuele Iervolino (omonimo della sindaca di Napoli). Il quale non solo non è indagato, ma è addirittura vittima del reato. La sua vicenda finisce nelle intercettazioni e dunque, quando le carte diventano pubbliche, sui giornali. Lui potrebbe lagnarsi per il suo nome sbattuto in prima pagina. Invece è felicissimo. Non ha fatto nulla di male, anzi ha subìto un abuso e ora tutti sanno che era il più bravo. Tant’è che ha ricevuto diverse offerte di lavoro da aziende private (il settore pubblico quelli bravi non li vuole).

Fosse già in vigore la legge del Pd, non sapremmo nulla di lui, di Scalfaro, di Prodi. Ma sapremmo che sono stati intercettati o citati nelle intercettazioni senza conoscerle, così un alone di sospetto li avvolgerebbe ingiustamente per anni, fino al processo a carico degli indagati. Insomma, la vecchia normativa va bene così: la privacy è già tutelata dalla legge sulla privacy, il segreto investigativo e la reputazione già preservati dal Codice penale.

Se Al Tappone vuol intervenire, lo faccia senza proposte “migliorative” del Pd.

Più le sue leggi sono incostituzionali, più aumentano le speranze che la Consulta le rada al suolo.

Tocca tifare per Silvio e pure … per Roberto Mancini.

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Berlusconi parte a razzo e, coerentemente con gli annunci fatti, mette mano ad alcuni dei problemi più scottanti del paese.

Risposte forti e concrete in apparenza.

E prese in maniera compatta ed univoca ( finalmente, tocca dire!)

Adesso, ovviamente, è atteso alla prova dei fatti.

Non siamo un paese in cui gli annunci mettono tutti tranquilli.

Abbiamo fatto il callo alle promesse disattese.

Ci aspettiamo sempre che si realizzi solo una piccola parte di quello che ci viene promesso.

Qualche volta, addirittura, nel momento stesso in cui ci viene promesso un intervento, capiamo al volo dalle reazioni delle lobby e dal brusio assordante dei benaltristi di peso, che non sarà efficace o, ancora più semplicemente, non andrà in porto.

E adesso?

Che accadrà adesso?

La solita storia?

Facciamo un paio di esempi.

Primo esempio: si annuncia l’arresto per chi cercherà di sabotare lo stoccaggio dei rifiuti nei siti che verranno individuati. Cosa succederà quando una folla di madri inermi si schiereranno davanti alle discariche per impedire l’accesso dei camion che trasportano i rifiuti?

Secondo esempio: e’ stato fatto un accordo con le banche per un alleggerimento del peso dei mutui. Chi lo vorrà potra abbandonare il mutuo a tasso variabile e tornare al tasso fisso, scegliendo di pagare quanto per questa tipologia di mutuo si pagava nel 2006. Cosa succederà se le banche, nonostante l’accordo, non faciliteranno questa operazione, continuando di fatto ad esigere la rata prevista?

In entrambi i casi succederà che alzeremo le spalle e diremo : “Siamo in Italia: quando si annuncia una cosa, poi non la si fa”.

Io spero che non sia così.

Già comunque, come detto sopra, registriamo un fatto nuovo: misure forti e assunte in maniera univoca.

Un passo avanti rispetto alla gestione precedente, che tutti, soprattutto noi che l’abbiamo votata, ricordiamo con disagio: andirivieni, contraddizioni, balbettii, prese di distanza dal governo da parte delle forze che lo appoggiavano o addirittura dai ministri stessi.

Ma il vero ed ulteriore salto di qualità deci sarà quando le cose annunciate si faranno sul serio.

Solo il giorno in cui i rifiuti cominceranno a sparire dalle strade, i mutui a decrescere, i violenti e i mafiosi andranno in galera per restarci a lungo, gli evasori e i bancarottieri saranno puniti, gli sprechi saranno seriamente contrastati potremo dare una risposta precisa al quesito che oggi pone a tutti IL Riformista:

FIDARSI O NON FIDARSI?

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Nel frattempo, pur non avendolo votato neanche stavolta, non ci resta che fare il tifo per chi governa il paese.

Noi interisti sappiamo come funziona: i tre quarti di noi non condividono la scelta di Mancini,ma quando l’Inter scende in campo mica tifiamo contro.

E forse, se Mancini continuasse a vincere, un giorno ci lasceremmo anche scappare che è un buon allenatore….

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