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Il caso Englaro per Silvio? Propaganda elettorale, meglio non lasciarla in mano a Mentana…

mentana_dice_ciaoSicuramente sulla scelta di non  mandare in onda Mentana al posto  del Grande Fratello ha influito il desiderio dell’azienda Mediaset di fare il pieno di ascolti.

Molti telespettatori, stremati dal vero dramma di Eluana, ma anche dalle troppe stupidaggini e meschinità con le quali molti politici hanno affrontato la questione, hanno preferito consegnarsi al Grande Fratello.

Lì al posto del dramma, c’era uno psicodramma.

Al posto di una donna in stato vegetativo permanente, una ragazza instabile oggetto di un linciaggio mediatico.

Facile pensare che gran parte del pubblico o per tentare di sfuggire allo squallore dei commenti dei politici o per il desisderio di partecipare a quel linciaggio dirottassero le loro attenzioni sul reality.

Risultato: boom di ascolti.

La scelta “commerciale” è stata quindi, dal punto di vista commerciale, una scelta giusta.

Ma è stata una scelta “giusta” anche dal punto di vista politico. E qui mi riferisco ovviamente agli interessi politici del proprietario di Mediaset, guarda caso anche presidente del consiglio.

Il caso Englaro è stato chiaramente gestito come uno strumento di propaganda elettorale: invece di ragionare pacatemente su un tema drammatico Berlusconi ha scelto di farne uno spartiacque tra il partito della vita e il partito della morte.

Mai sentita una bestialità come questa.

Il partito della vita e il partito della morte!

Slogan aggressivo, fatto per toccare la pancia dell’elettorato piuttosto che per stimolarne la materia grigia.

Come adatte a toccare la pancia dell’elettorato erano le volgarità del premier sulla possibile gravidanza di Eluana e sulla presunta volontà del padre di levarsi dalle spalle “un incomodo”

Slogan stupido ( nella forma e nei contenuti) .

Slogan rozzo e violento, destinato a far breccia nelle menti di stupidi, rozzi e violenti, o anche semplicemente distratti.

Perchè la propaganda si percepisce, come diceva Eco, anche   per “distrazione ” ( per il semplice fatto di sentirla spesso, mentre mangi, guidi o ti fai la barba).

Meglio allora evitare che alle voci di Vespa e Fede, nella sera clou del dramma Englaro, si sentisse la voce del dubbio.

Mentana forse non è un eroe, ma ha sempre dimostrato di tenere alla sua reputazione di giornalista. Ma quando l’obiettivo è la propaganda un giornalista non serve.

Anzi dà fastidio.
Meglio approfittare dell’occasione per farlo fuori del tutto.

Berlusconi a Matrix: vieni avanti Bassino!

Uolter parla per primo. E’ una ventata di speranza.

Forse si illude e ci illudiamo noi con lui, ma disegna l’Italia che vorremmo. L’Italia che ritorna a stupire il mondo con il suo ingegno e la sua reattività nei momenti difficili, l’Italia che si libera delle mafie, della burocrazia e del clientelismo. L’Italia nella quale i nostri figli tornano ad avere le opportunità che avemmo noi quando avevamo la loro età, senza ricorrere a scorciatoie, compromessi e raccomandazioni.

Poi viene Berlusconi.

Rancoroso, sfuggente, aggressivo, avvitato su se stesso e sulle sue ossessioni. Un disco rotto che ripete da anni argomentazioni che conosciamo a memoria. Il solito campionario di autoesaltazione, arroganza, volgarità e “chiagni e fotti“.

Il suo avversario ha parlato dell’Italia, Silvio da anni ormai si appassiona solo a parlare di se stesso, pronto a scandalizzarsi quando gli altri non sono disponibili a considerarlo il centro della galassia.

Mentana praticamente è lì solo per annunciare la pubblicità.

D’altronde, anche se l’altro non fa che chiamarlo direttore, si vede benissimo chi è che dirige l’intera trasmissione.

Non una domanda da giornalista, solo qualche assist per porgergli le battute.

Una vecchia gag.

I fratelli De Rege erano più imprevedibili.

Manca solo che uno dica all’altro: vieni avanti cretino.