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Franceschini leader del Pd, si realizza il sogno di Aldo Moro?

franceschiniTempo fa, a margine di una conferenza alla quale era stato invitato, Mino Martinazzoli, ultimo segretario della vecchia Dc, che con lui si era trasformata in Partito Popolare, si sentì chiedere da un giovane:

“Secondo lei Moro sarebbe contento del Partito Democratico?”

“Col cavolo!” rispose prontamente Martinazzoli ” Moro sognava di attirare il Partito Comunista nell’orbita della Dc, quello che sta accadendo è l’esatto contrario!”

In questo fine settimana, con l’ascesa di Franceschini , per anni democristiano fedelissimo di Zaccagnini, al vertice del Pd, ha per caso cominciato a realizzarsi il vecchio sogno di Aldo Moro?

Lo scopriremo vivendo, diceva Battisti…

Finalmente questo governo inetto perde quota nei sondaggi!!! ( ma se Berlusconi smette di ridere, Walter piange addirittura)

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Un sondaggio di Ipr marketing per Repubblica.it, registra un calo,  per la prima volta dall’insediamento,  della fiducia nei confronti dell’esecutivo e del presidente del Consiglio .

La luna di miele con gli  elettori sta finendo?

Sono 4 i punti percentuali persi dal governo (dal 50% di un mese fa al 46% odierno).

Un dato che fa registrare il sorpasso di coloro che dichiarano di avere o poca o nessuna fiducia nell’esecutivo e che passano dal 46% al 49%.

Se il governo piange, Berlusconi non ride.

Se è vero che il premier contiene il calo al 2%, la diminuzione del favore c’è, dal 58 al 56%.

Due dati che possono essere spiegati con un aumento dei contrasti interni all’esecutivo (  con la Lega in pressing  sul Governo) che ha finito per indebolire la percezione di un governo decisionista.


Per quanto riguarda la fiducia nei ministri,
in testa c’è Roberto Maroni, in ascesa Umberto Bossi. Non a caso due leghisti.

Immobili, invece, gli altri esponenti del governo.

Se si esclude il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola (dal 48% al 52%), che pare aver beneficiato della gestione dell’emergenza gas.

Stabili  Maurizio Sacconi (61%) e Tremonti (57%).

In calo Franco Frattini, apparso poco incisivo sui fatti di Gaza(dal 58% al 56%).

Per qaunto riguarda la fiducia nei partiti, jl calo unisce il Pdl e il Pd.

Entrambi, guarda caso,  alle prese con la creazione di una nuova identità.

Il Pdl, rispetto al mese scorso, scende dal 50% al 48%.

Stesso calo percentuale registrato dal Pd (dal 29% al 27%).

Ma il partito di Veltroni è quello che deve, almeno in questo momento, preoccuparsi di più : se si guarda allo scorso maggio ,  la flessione è di ben 11 punti percentuali.

Cifre che, con la prospettiva delle europee a giugno, lasciano poco spazio all’ottimismo di Veltroni e soci.

Giù anche l’Italia dei valori. Cala anche l’Idv di Antonio Di Pietro (dal 44% al 42%) che potrebbe aver pagato le recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il figlio dell’ex pm.

Stazionarie, invece, la Lega (31%) e l’Udc (27%). “Sono dati che sembrano rappresentare un elettorato perplesso sull’effettiva praticabilità di una riorganizzazione del sistema politico in chiave bipartitica” è il commento del direttore di Ipr Marketing, Antonio Noto.

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Male non fare, paura non avere ( ancora sulle intercettazioni)

Scrivevo su questo Blog tempo fa sul tema delle intercettazioni:

Secondo me è come il famoso Comma 22. Nel 1961 uscì un libro che parlava dei piloti degli aerei di guerra americani. Il libro riportava i regolamenti cui i piloti erano soggetti, e fra questi due articoli contraddittori:

  • Articolo 12, Comma 1
    L’unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia.
  • Articolo 12, Comma 22
    Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo.

Beh, anche per le intercettazioni dobremmo avere una specie di Comma 22.Che potrebbe suonare più o meno così:

L’unico che ha diritto ad non essere intercettato è la persona onesta.

Chiunque pretenda di non essere intercettato non lo è.

Dice oggi Marco Travaglio ( 2 settembre su Unità), fornendo perfette esemplificazioni al mio concetto:

“Se un estraneo alle indagini viene intercettato indirettamente a colloquio con un indagato, e non dice e non fa nulla di male, nell’eventualità che la conversazione venga pubblicata risulterà che s’è comportato bene.

E morta lì.

Il caso Prodi è emblematico: non è indagato, qualche sua telefonata col consulente Ovi (intercettato) viene ascoltata e finisce sui giornali, ma lui ci fa un’ottima figura: amici e i parenti che chiedevano favori non hanno avuto alcun favore. Tant’è che lui stesso ha chiesto di pubblicare tutto: una richiesta che può essere avanzata solo da chi se lo può permettere. Dunque, per dire, non Al Tappone.

Nell’inchiesta Abu Omar, la spia del Sismi Marco Mancini tenta di salvarsi dai magistrati raccomandandosi a due ex capi dello Stato, Cossiga e Scalfaro.

Cossiga, contattato direttamente, si mobilita subito attaccando e denunciando a Brescia i pm Pomarici e Spatato che indagano sul sequestro.

Scalfaro, contattato tramite un amico agente di scorta, non muove un dito: anzi fa sapere a Mancini che, se ha qualcosa da dire, lo riferisca ai magistrati, che lo ascolteranno. Forse che Scalfaro si lamenterà perché, pur non essendo indagato, ha visto pubblicate le sue conversazioni? No, perché s’è comportato bene, da vero uomo delle istituzioni.

Nell’inchiesta campana sui coniugi Mastella, il consuocero della coppia è accusato di aver pilotato il concorso per l’assunzione di geologi in un consorzio, vinto da alcuni somari raccomandati, grazie all’esclusione truffaldina di un giovane geologo molto competente, risultato il migliore all’esame e dunque bocciato.

Si chiama Vittorio Emanuele Iervolino (omonimo della sindaca di Napoli). Il quale non solo non è indagato, ma è addirittura vittima del reato. La sua vicenda finisce nelle intercettazioni e dunque, quando le carte diventano pubbliche, sui giornali. Lui potrebbe lagnarsi per il suo nome sbattuto in prima pagina. Invece è felicissimo. Non ha fatto nulla di male, anzi ha subìto un abuso e ora tutti sanno che era il più bravo. Tant’è che ha ricevuto diverse offerte di lavoro da aziende private (il settore pubblico quelli bravi non li vuole).

Fosse già in vigore la legge del Pd, non sapremmo nulla di lui, di Scalfaro, di Prodi. Ma sapremmo che sono stati intercettati o citati nelle intercettazioni senza conoscerle, così un alone di sospetto li avvolgerebbe ingiustamente per anni, fino al processo a carico degli indagati. Insomma, la vecchia normativa va bene così: la privacy è già tutelata dalla legge sulla privacy, il segreto investigativo e la reputazione già preservati dal Codice penale.

Se Al Tappone vuol intervenire, lo faccia senza proposte “migliorative” del Pd.

Più le sue leggi sono incostituzionali, più aumentano le speranze che la Consulta le rada al suolo.

Di Pietro, l’oppositore preferito di Berlusconi.

La manifestazione di Piazza Navona è un esempio eclatante di un’opposizione che ingrassa e favorisce il Governo.

Dal Giappone, apprendendo le notizie di ciò che accade in Italia, Berlusconi non può che fregarsi le mani.

Di Pietro e gli altri con le loro parole hanno creato il massimo clamore nei confronti di un aspetto della politica del Governo, criticabile, criticabilissimo, ma disperatamente marginale rispetto alle urgenze del paese.

Che sono il carovita, il lavoro, la sicurezza ( in un recente sondaggio tra i cittadini la giustizia occupa solo il nono posto).

Tutti temi sui quali il Governo sta dando risposte inadeguate, confuse e a volte contraddittorie.

Un esempio di battaglie che valeva la pena di fare e che, invece, grazie al bombardamento mediatico sulla giustizia, non sono state fatte o non hanno avuto risalto (il che è lo stesso)?

L’estensione della soppressione dell’Ici. Per i meno abbienti già era in vigore, regalandola ai proprietari di case di maggior pregio si è fatto un regalo a chi non ne aveva bisogno, buttando al vento 2 miliardi.

Mi domando: ma per chi non ha un casa, cos’è previsto? Ha forse diritto ad un’esenzione per l’affitto che paga?

Qualcuno sta almeno pensando ad una riduzione delle imposte sui redditi d’affitto da realizzare in modo tale da calmierarne gli importi?

Niente di niente, prima del voto grande amorevolezza per i ceti deboli da parte di tutti ( da Rifondazione alla Santanchè), dopo il voto mani alzate in segno di resa, come se l’indigenza fosse una malattia allo stadio finale.

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Un altro esempio?

I livelli di tassazione previsti.

Identici a quelli che avrebbe messo in macchina il vituperato e sbeffeggiato Padoa Schioppa.

Ma c’è la crisi economica, sostengono dalle parti del governo? Perchè, due mesi fa c’era la ripresa ?

Il fatto è che l’unico modo di tagliare le imposte è tagliare la spesa pubblica.

Ed appare evidente che ANCHE questo governo, COME il precedente, non ha nessuna intenzione di andare al di là di provvedimenti di facciata ( la crociata sui fannulloni, qualche licenziamento qui e là) mentre invece del fioretto in questa materia serve lo SPADONE. Ma troppi elettori il Popolo delle Libertà ha tra i cittadini delle Regioni del sud e tra gli impiegati dello Stato perchè si possa pensare che da questo partito arrivino scelte draconiane, le uniche ormai praticabili per uscire dal declino prima che diventi inarrestabile.

E si potrebbe continuare.

Ma i giornali oggi parlano di Di Pietro….

Continuiamo, così, facciamoci del male, direbbe Nanni Moretti ( a proposito, lui non c’era ieri pomeriggio a piazza Navona, o mi sbaglio?).

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