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Senato, proposte indecenti

Scrive Mario Giordano oggi sul Giornale :

Oggi a noi piacerebbe un sacco parlare di sicurezza, di casa, di benzina, di rifiuti, persino di Alitalia (in effetti: che fine ha fatto Alitalia?).

Oggi a noi piacerebbe parlare di imprese senza burocrazia, lotta ai fannulloni, misure formato famiglia, economia da liberalizzare.

E ci pesa un po’ trovarci qui, malinconicamente immersi nel déjà vu, a discutere invece di giudici e politica, toghe di sinistra, nodi e lodi più o meno Schifani, Anm sulle barricate.

Paradossalmente le stesse identiche parole potrebbero stare in testa ad un articolo dell’Unità sullo stesso tema.

Il problema a questo punto è capire chi sia in difetto:

Gli italiani che in grande maggioranza vorrebbero che il governo si occupasse di cose serie e urgenti?

Berlusconi che, anche a rischio di interrompere il dialogo con l’opposizione, continua a mettere in cima alla lista dei problemi da affrontare i suoi processi e le sue tv?

L’opposizione che, pur desiderosa di confrontarsi con il governo sui problemi veri del paese, non ha ancora abbastanza stomaco per digerire l’indecenza delle proposte del premier in tema di giustizia?

Una cosa è certa.

Siccome siamo in democrazia, non mi sembra il caso di prendersela con gli elettori ( soprattutto quando. eccezionalemte, sia a destra che a sinistra la pensano allo stesso modo).

Restano come indiziati Berlusconi e l’opposizione.

Siccome Berlusconi è stato eletto dal popolo, dirà qualcuno, la colpa è dell’opposizione. Che palle questi moralisti di sinistra, che cosa gli costa, in fondo? Lascino perdere questa battaglia così distante dalle necessità dei cittadini e la diano vinta al Premier.

Accettino nuove regole del gioco: chi è eletto dal popolo può:

1) proporre un decreto al Presidente della Repubblica sul tema della sicurezza;

2) infarcirlo di disposizioni nuove che di fatto dissestano completamente l’amministrazione della Giustizia

3) scrivere al Presidente del Senato una lettera in cui con inedita arroganza cerca di far risalire la ratio di queste disposizioni alle esigenze della collettività e non ai propri interessi personali ( mai excusatio non petita fu più sospetta di questa!).

Leggendo quello che scrive Giordano, non sono possibili dubbi: la colpa è dell’opposizione, che, poco realisticamente, e con ostinazione degna di miglior causa, non si rassegna ad accettare un fatto a tutti noto.

Il fatto che siamo ormai, dal punto di vista politico, diventati un paese del terzo mondo ( con tutto il rispetto per il terzo mondo).