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Berlusconi a Matrix: vieni avanti Bassino!

Uolter parla per primo. E’ una ventata di speranza.

Forse si illude e ci illudiamo noi con lui, ma disegna l’Italia che vorremmo. L’Italia che ritorna a stupire il mondo con il suo ingegno e la sua reattività nei momenti difficili, l’Italia che si libera delle mafie, della burocrazia e del clientelismo. L’Italia nella quale i nostri figli tornano ad avere le opportunità che avemmo noi quando avevamo la loro età, senza ricorrere a scorciatoie, compromessi e raccomandazioni.

Poi viene Berlusconi.

Rancoroso, sfuggente, aggressivo, avvitato su se stesso e sulle sue ossessioni. Un disco rotto che ripete da anni argomentazioni che conosciamo a memoria. Il solito campionario di autoesaltazione, arroganza, volgarità e “chiagni e fotti“.

Il suo avversario ha parlato dell’Italia, Silvio da anni ormai si appassiona solo a parlare di se stesso, pronto a scandalizzarsi quando gli altri non sono disponibili a considerarlo il centro della galassia.

Mentana praticamente è lì solo per annunciare la pubblicità.

D’altronde, anche se l’altro non fa che chiamarlo direttore, si vede benissimo chi è che dirige l’intera trasmissione.

Non una domanda da giornalista, solo qualche assist per porgergli le battute.

Una vecchia gag.

I fratelli De Rege erano più imprevedibili.

Manca solo che uno dica all’altro: vieni avanti cretino.

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Il paese delle raccomandazioni ( povero Mastella, indagato per aver fatto quello che fanno tutti!)

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E’ noto a tutti, come si procede alla nomina di un primario in moltissime, se non in tutte, le Asl d’Italia.

Si fa un concorso e coloro che hanno più titoli ed esperienza si aggiudicano il posto?

Mi pare di sentire le risate di tutti, addetti ai lavori e non.

La realtà, come è tristemente noto, è un’altra: quasi tutti si presentano con un padrino politico, poi la gara si accende solo tra quelli che hanno questo tipo di credenziale e vince chi ha alle spalle la persona più influente.

Qualcuno ieri sera a “Porta a Porta” ha detto che in Parlamento, quando si è saputo il motivo dell’indagine sulla moglie di Mastella, c’è stata subito un’unanime condanna dei magistrati .

“Ma come- hanno pensato senatori e deputati – adesso un uomo politico non può più raccomandare ?

Non può più mantenere il suo consenso distibuendo posti e prebende?

Ma dove siamo?In uno di quei paesi calvinisti in cui contano solo i meriti?

Da quando in qua è sufficiente essere bravi? “

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Nessuna notizia di qualcuno di quelli che abbiamo eletto che si sia alzato in piedi a dire: “Ci dispiace per la famiglia Mastella, ma QUESTO SISTEMA DEVE FINIRE”.

Poi è inutile che gli eletti si strappino le vesti quando risulta che la classe politica ha la fiducia di appena il 7% degli italiani.

(Forse si tratta della percentuale di quelli che riescono a farsi puntualmente raccomandare!)