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Berlusconi : prima scarica Sacconi sul caso Englaro, poi ci ripensa

berlusca-pagliaccioBerlusconi, durante la conferenza stampa di fine anno a chi gli chiede del caso  Englaro e della direttiva  del titolare del Welfare Maurizio Sacconi, risponde:”L’intervento di Sacconi è stato preso ‘inaudita altera parte‘ . In questi casi, io ho sempre pensato che non debba essere l’esecutivo che se ne fa carico“.

Una presa di distanza in piena regola.

Ascolto in diretta le parole nel Premier su Rai New 24 e mi precipito al Pc per scrivere un post nel quale, una volta tanto, lodo la scelta di Berlusconi.

Ma anche Silvio è molto veloce nel reagire. Più ancora di me nel postare il commento.

A telecamere spente, mentre io ancora sto al pc, l’ineffabile, tanto per cambiare, torna sui suoi passi e  si corregge: “Quella del ministro Sacconi è la posizione del governo. Ho fiducia piena in Sacconi che aveva discusso della vicenda con Letta. Io non me ne sono occupato ma Sacconi è bravissimo, ha parlato a nome del governo ed apprezzo ciò che ha fatto. Io ho espresso una mia posizione personale ma non ho assoltuamente sconfessato Sacconi che aveva discusso di questo argomento con altri, a cominciare da Gianni Letta”.

Insomma siamo alle solite.

P.S. Piccola regola di vita che scaturisce da questa esperienza: Quando il premier dice una cosa giusta, non precipitatevi a lodarlo. Mentre voi ancora state esprimendogli il vostro apprezzamento lui si smentirà, confermandosi la sciagura nazionale di sempre.

Berlusconi scarica Sacconi sul caso Englaro.

berlusca-pennaConferenza stampa di fine anno.

Pochi minuti fa il giornalista di Radio Radicale Alessio Falconio chiede conto al premier del provvedimento emanato dal ministro Sacconi sul caso Englaro.

Incredibile la risposta di Berlusconi: “Non posso risponderle in materia perchè quel provvedimento è stato assunto inaudita altera parte, cioè senza sentire il parere del presidente del consiglio”.

Falconio insiste: “Quindi è un provvedimento che non condivide?”

Berlusconi conferma.

Una piccola considerazione: Sacconi si è reso protagonista di un odioso atto d’imperio in una vicenda drammatica sulla quale si era già espressa la magistratura al massimo livello.

Forse con quest’atto odioso voleva mettersi in luce presso il suo dominus.

Così è stato.

Si è messo in luce.

In una pessima luce.

Governo forte, squadra debole.” Il nano è tratto”.

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Il successo alle elezioni avrebbe consentito a Berlusconi di fare scelte coraggiose e di grande livello nella composizione della squadra di governo.

Non è andata così.

Ci sono alcune persone di indubbia competenza : Maroni, Tremonti, Brunetta. Ma mancano quei due o tre personaggi di grande levatura che avrebbero garantito prestigio alla formazione.

Trova posto però alle pari opportunità Mara Carfagna.

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Le insinuazioni sul perchè di questa scelta, legate all’aspetto fisico dell’interessata, sono state talmente pesanti che ne ha parlato anche la stampa straniera ( El mundo dedica un servizio alla ministra modelo de Berlusconi).

Ma sarebbe assurdo puntare il dito contro questa nomina prima di aver visto all’opera l’interessata.

Certo, non l’aiuta la pubblicità negativa che le ha fatto proprio il premier che pubblicamente ha detto che con lei andrebbe in capo al mondo se non fosse sposato. Era evidente in quella occasione che non erano le doti intellettuali e le competenze dell’interessata a deliziarlo.

Ma la scelta più discutibile appare quella di Angelino Alfano alla Giustizia.

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38 anni , agrigentino di importante famiglia dc – laurea in giurisprudenza, ex pupillo di Calogero Mannino divenuto coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia dopo aver detronizzato Gianfranco Micciché.

Non ha pendenze. Solo un bacio dato per sbaglio a un boss mafioso ad un pranzo di nozze. «Non sapevo chi fosse e alle nozze era stato invitato dallo sposo», si è difeso Angelino.(il video del bacio fu acquisito comunque dalla Procura) .

Anche lui va atteso alla prova come la signora Carfagna .

Occorre anche dire che il suo sito gronda di dichiarazioni di guerra alla mafia : non ci resta che sperare che siano seguite dai fatti.

Ci si chiede perchè, tuttavia, per quella scomodissima poltrona che è il ministero della Giustizia non sia stata presa in considerazione una candidatura più qualificata e autorevole.

Un paio di settimane fa era circolato un nome, quello dell’avvocato Giulia Bongiorno, donna determinata e professionista di livello.

Forse troppo autonoma e dotata di tempra morale per andare a ricoprire un incarico per il quale Berlusconi ha sempre guardato più alla duttilità dei prescelti che alla loro competenza fino al punto di individuare un ingegnere per quel ruolo.

Sul nuovo governo giornali ancora cauti .

Irriverente il titolo de il Manifesto: IL NANO E’ TRATTO.

In prima pagina l’editoriale di Valentino Parlato:

Il Vecchio che avanza .

Al nuovo governo l’augurio di buon lavoro.

Non possiamo permetterci di augurargli un insuccesso, lo pagheremmo carissimo.

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Anzi facciamo le corna.