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Masi parte baldanzoso, poi arretra, balbettando.

Parte baldanzoso Mauro Masi.

Crede di intimidire Santoro.

Lo ammonisce severo.

Gli dice chiaramente che la trasmissione che sta per fare non e’ conforme alle regole che la Rai ( berlusconizzata quasi del tutto)  si e’ data in questi ultimi tempi.

Insomma, tenta una censura preventiva.

Cioè tenta di fare una cosa che tempo fa, quando ancora gli rimaneva un briciolo di dignità, si era rifiutato di fare.

“La censura preventiva?” – aveva detto – “Roba da Zimbawe!”

Ma ieri sera, si vede, lo Zimbawe era molto più vicino all’Italia di quanto lo sia mai stato ( con tutto il rispetto per lo Zimbawe, ovviamente).

Partito baldanzoso e sicuro di sè ( in fondo si trattava di sbattersi sotto i tacchi un dipendente) Masi, diciamolo con chiarezza, ha fatto probabilmente nell’orario di massimo ascolto e con uno share altissimo, la figura più penosa della sua carriera.

Non solo Santoro non e’ arrestrato di un millimetro, ma lo ha costretto a battere in ritirata, a balbettare, a coprirsi di ridicolo.

Da ieri sera il “soldato” Masi è un po’ piu’ solo.

Vedi il resto dell’articolo su Agoravox:

Gli autogol di Berlusconi e Brunetta ad Anno Zero.

Giovedì sera non ero in casa, ma avevo registrato la prima puntata di “Anno Zero” , così ieri sera me la sono vista.

Alcune considerazioni.

1) Non sempre condivido le scelte di Santoro, ma è difficile restare delusi da una puntata di Anno Zero dal punto di vista televisivo. Perchè se c’è un maestro nella costruzione di talk show politici, quello è Santoro.

E’ FALSO CHE LA TRASMISSIONE NON SIA PLURALISTA ( forse. anzi dà fastidio perchè fa parlare tutti)

Hanno potuto liberamente e a lungo parlare i seguenti personaggi:

Berlusconi: è stata mandata in onda la conferenza stampa con Zapatero , mai vista prima nella sua versione integrale. Non è certo colpa di Santoro se il premier ci fa una pessima figura: appare quantomeno imprudente nelle frequentazioni, per sua stessa ammissione, vanesio, sessista, aggressivo.
A Milano c’è un termine che Berlusconi conosce benissimo che identifica chi si comporta da spaccone/ sbruffone.
Quel termine è GANASSA. Ebbene in quell’intervista il premier si comporta da ganassa. Ma non è colpa di Santoro.

– Brunetta: insulti ed espressioni volgari contro chi non la pensa come lui ( anche qui non è colpa di Santoro)

– Feltri: si indispettisce per le domande di un giornalista che sa fare il suo mestiere e si rivela per quello che è, un killer della carta stampata al servizio di chi lo paga meglio ( ma non è colpa di Santoro)

Filippo Facci: è notoriamente un giornalista filogovernativo, ma massacra Feltri, dandogli del ribaldo e del voltagabbana, e ammette che c’è il bavaglio nei mass media controllati dal premier ( “Mai riuscito a parlare del ministro Carfagna, quando lavoravo al Giornale”).
– Belpietro : ha potuto dire la sua in lungo e in largo e si è difeso come un leone ( non è simpatico, ma dal punto di vista dialettico è difficile metterlo in difficoltà)
– Bocchino: Fa una scivolata che equivale ad un autogol. Si parla di J.F. Kennedy. “E’ un mito della sinistra, eppure faceva sesso molto più di Berlusconi”. Travaglio lo infilza al volo: “Sì, ma non nominava ministro Marilyn Monroe”. Bocchino disperatamente si difende : “Cos’è meglio allora? La morte misteriosa di Marilyn Monroe ve la ricordate?”. Insomma, implicitamente, ammette che la Carfagna è diventata ministro per meriti extrapolitici.

Sarebbe questa una trasmissione non pluralista?
Sicuramente è una trasmissione condotta da qualcuno che la pensa in modo tutt’altro che neutro, ma nessuno può dire che non sia offerto spazio a tutte le tesi.

2) paghiamo il canone perchè si sostiene che la Rai è un servizio pubblico. Non abbiamo diritto ad avere in maniera integrale TUTTE le notizie di un certo rilievo?

Com’è che l’intera conferenza stampa con Zapatero nessuno ce l’aveva fatta vedere?

Capisco che i tg non ci facciano vedere la Daddario ( anche se lo stanno facendo i tg di tutto il mondo) ma che non ci facciano vedere il video integrale di Berlusconi è sospetto ( viene da pensare che Minzolini and Company censurino i comportamenti del premier, tagliando le scene in cui è palesemente “nemico di se stesso”).

3)

L’intervento del Ministro Scaiola, che convoca i vertici della Rai per chiedere loro conto della trasmissione, è del tutto irrituale.

Fin dagli anni 70 la Consulta stabilisce che il governo non ha alcun potere di controllo sulla Rai. L’editore è il Parlamento, infatti i membri del cda sono nominati dalla commissione parlamentare di Vigilanza. E le eventuali violazioni del contratto di servizio sono competenza dell’Autorità delle comunicazioni, non di Scajola.
E’ evidente, a questo punto, che il premier non è per niente soddisfatto dei suoi “rappresentanti” in Rai.
Dopo l’editto di Porta a Porta, così ricco di indicazioni circostanziate, si aspettava di più da Masi…
Si attendono sviluppi.

Anno Zero: scontro Moratti- Santoro sulla mafia a Milano.

santoroPuntata scoppiettante, coem al solito, ieri sera ad Anno Zero.

Tema della trasmissione è l’EXPO 2015.

In studio Letizia Moratti, sindaco di Milano, e  Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo2015.

Quasi subito diventano oggetto di discussione speculazioni edilizie, cementificatori,  malavita organizzata .

Insomma Milano come il nuovo set di  «Mani sulla città» .

Letizia Moratti non ci sta: ” State rappresentando un aspetto marginale di Milano. Milano non è la città della Mafia, è soprattutto la città dell’eccellenza, delle piccole e medie imprese che sono leader di mercato nel mondo, la città dell’efficienza e dello sviluppo.”

Santoro le risponde : “Sono trent’anni che faccio inchieste sulla mafia e sul malaffare. E ogni volta qualcuno dice : la vera Sicilia non è questa, la vera Calabria non è questa, la vera Palermo non è questa, la vera Catania non è questa”.

D’altronde cosa si aspettava la Moratti?

Santoro è un giornalista che sta sulla notizia.

Che notizia è dire che Milano è la capitale economica d’Italia?

Lo sappiamo tutti, grazie.

Il fatto nuovo è che lo sa anche la mafia.

Il fatto nuovo è che in un momento di crisi come questo tutti sono in difficoltà nel trovare finanziamenti per nuove attività.

Tranne la mafia, che di capitali freschi, provenienti da traffici illeciti, ne ha sempre in quantità.

Come giustamente diceva Bersani ieri sera, questo è il fatto nuovo:  il combinato disposto di una crisi galoppante e inarrestabile e l’avventarsi sul mercato di un soggetto con potenzialità economiche quasi illimitate.

E’ l’ora di vigilare, non di lamentarsi perchè si parla troppo di mafia.

Delusione Santoro: chiacchiere di portineria, le migliori Guerritore e Bonino.

berlusconi partyDeludente la trasmissione di Anno Zero di ieri sera che avevamo previsto come esplosiva .

Capita anche ai grandi del giornalismo come Santoro.

Hai in mano materiale esplosivo, ma la miccia è corta e ti esplode tutto in mano, il nemico invece non si fa nulla e ha pure modo di fare la vittima.

Per tutta la puntata a più riprese ci si accanisce a raccogliere chiacchiere di portineria e a fare illazione sui perchè e i percome dei misteriosi rapporti tra Elio Letizia, padre di Noemi, modesto impiegato dello stato e Silvio Berlusconi, l’Imperatore ( come lo chiama la moglie Veronica) del nostro sfortunato Paese.

Troppa la distanza sociale tra i due, troppe le reticenze dell’interessato sul tema ( come se fosse stato ammaestrato a dire senza dire).

Insomma i sospetti su questo curioso rapporto sono legittimi.

Ma al di là di questi sospetti, come ha dimostrato al puntata di ieri sera, non c’è nulla.

Il che dà  favorevole terreno dialettico al bravissimo- e sgradevolissimo – avvocato Ghedini .

Qual’è la tesi che fa passare Ghedini? Che Berlusconi è un vero democratico, che ama stare con tutti, farsi fotografare con tutti, abbracciare tutti, e che la sinistra che lo attacca per questo in realtà è acida, spocchiosa e snob..

La trasmissione andava centrata su un altro registro.

Le notizie sulle candidature delle veline le avevano date per primi e con maggior risalto proprio i giornali di destra ( LIbero e il Giornale) e che le prime riserve forti e severe sull’operazione le aveva espresse FAREFUTURO, la rivista on line di destra legata a Gianfranco Fini.

Ebbene , quello a mio avviso era il tasto da battere.

Un presidente del consiglio viene raccontato in un certo modo dai suoi giornali, rampognato in pubblico dalla  moglie e, per riflesso pavloviano, cosa riesce a dire? Che è un complotto della sinistra.

Ridicolo e patetico, come giustamente ha detto qualcuno.

E questo mentre il Paese ha i suoi problemi che tutti conosciamo, ma dei quali nessuno parla più.

Occasione persa da Santoro quella di non aver enfatizzato di più questo aspetto della vicenda ( lo ha fatto bene solo Travaglio all’inizio).

Di tutta la trasmissione salvo però tre cose: oltre l’esordio di Travaglio, la straordinaria perfomance di Monica Guerritore che  ha letto  le dichiarazioni di Veronica Lario e gli interventi di Emma Bonino, che ha ben documentato con parole vibranti di altissima indignazione, il comportamento irriguardoso del premier verso le donne che dice di amare e la sua tendenza a fare il giullare nei consessi internazionali, con grande perdita di immagine del paese che rappresenta.

La palma del più villano e arrogante spetta Ghedini, che però ha avuto buon gioco  a sfruttare le debolezze di impianto della trasmissione.

berlusconi palp fiction

Puntata esplosiva questa sera ad Anno Zero. Sapremo chi “sobilla” Veronica? Nervosismo di Silvio alle stelle!

Puntata esplosiva  questa sera ad Anno Zero.

Tema della serata, come ampliamente prevedibile, la storia Veronica Lario-Silvio Berlusconi.

Promettente il titolo della puntata: “Il complotto”.

Monica Guerritore darà voce alle parole della signora Veronica Lario.

Intanto un quotidiano on line, Affari Italiani fa uscire alcune indiscrezioni sul fantomatico sobillatore di Veronica

Secondo Affari Italiani potrebbe essere addirittura il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, che gode di un rapporto di amicizia con la quasi ex consorte del presidente del Consiglio.

Dario Cresto-Dina, responsabile del fascicolo interno di Repubblica R2 ed ex capo della redazione milanese  del quotidiano, sarebbe invece l’estensore degli articoli.

Insomma siamo alle solite.

Tutte le volte che succede qualcosa di clamoroso e inquietante, in Italia, cè sempre qualcuno che, per usare un termine caro a Bettino Craxi, tira in causa una “manina”.

Mi sembra, nel caso in questione, un modo di ragionare offensivo per Veronica.

Dopo anni di offese pubbliche alla sua dignità di moglie  e di madre, ha semplicemente deciso che non ne poteva più ed ha deciso di “punire” il marito secondo i suoi conclamati demeriti.

Ha fatto bene? Ha fatto male? Non credo spetti a noi dirlo.

A noi non resta che metterci davanti al televisore e sperare che Santoro, che ha mille difetti, ma è uno dei pochi maestri di giornalismo che ancora esercitano in questo paese, faccia quello che ha sempre fatto: ci racconti le cose per come stanno e non per come qualcuno vorrebbe che le raccontassero.

E’ una faccenda privata della quale non dovremmo interessarci?

Siamo dei guardoni?

Forse.

Ma è bello sapere che il premier che ha fatto miliardi con le sue tv piene di rubriche di gossip, che è proprietario delle più importanti riviste di gossip di questo paese, subisce questo contrappasso feroce.

Sarebbe come se Roberto D’Agostino avesse dei problemi con sua moglie e si proclamasse indignato perchè qualcuno pubblica i particolari della storia.

Chi di Gossip ferisce…

La “versione” di Gasparri.

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Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L’insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano“.

Così ha detto Gasparri, l’uomo politico con il più alto quoziente di intelligenza della Fattoria degli Animali.

Resta da capire per quale motivo se la sia presa Gasparri.

Dicono  che se la sia presa solo perchè, ad Anno Zero hanno fatto vedere i suoi insulti al capo dello stato.

Quelli che invano aveva cercato di far passare per critiche costruttive.

E’ un vizio che Gasparri ha preso dal suo Capo ( inteso come Silvio): negare sempre-

E sperare, naturalmente, che i giornalisti televisivi non siano così temerari dal riproporre le immagini e i discorsi fatti.

Anno Zero, invece, la distanza tra la realtà e la “Versione di Gasparri” l’ha fatta vedere distintamente.

Alcuni però difendono  Gasparri: il vero motivo della sua ira sarebbe la vignetta di Vauro che vedete qui sopra.

Che però è come le riprese televisive: lo ritrae esattamente per quello che è.

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Santoro punta al martirio? ( Anno Zero, danni collaterali)

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Ripeto quanto ho scritto in questo blog:  Santoro è uno dei pochi che sa fare televisione ed è un maestro dell’approfondimento giornalistico.

C’è da chiedersi perchè molti esponenti politici, premier in testa, preferiscano puntare a farlo fuori piuttosto che a favorire la nascita di trasmissioni giornalistiche alternative ad Anno Zero guidate da conduttori di centro o di destra.

La risposta è semplice: per fare una tv di qualità come quella che fa Santoro occore un fuoriclasse dell’informazione come lui. E un fuoriclasse dell’informazione ( Biagi, Montanelli lo erano, per esempio) non si fa condizionare  dai padrini politici.

Meglio affossare Santoro e affidare gli approfondimenti informativi ai conduttori camomilla come Floris e Mentana o, meglio ancora a quelli maggiordomo come Vespa.

Detto questo, bisogna ammettere che due sere fa Santoro ha sbagliato clamorosamente.

Non tanto per l’impostazione data alla trasmissione.

Che la trasmissione fosse sbilanciata è fuori discussione. Che un tema scottante e tragico dovesse essere affrontato con più lucidità e meno pugni sullo stomaco pure.
Ma sono scelte di fondo e di stile che pur competono ad un giornalista libero.

Intollerabile è stato invece l’attacco personale all’Annunziata.

Danneggia la trasmissione, che viene messa in pericolo da atteggiamenti come questi.

Danneggia la libertà di espressione in generale perchè è chiaro che incidenti come questo danno fiato e ragioni ai censori.

Danneggia l’immagine della sinistra nel suo complesso: Santoro, lo si può vedere nei numerosi editoriali usciti oggi sulla vicenda, diventa il paradigma del popolo di sinistra oltranzista e intollerante .

Che dire? Grazie Santoro!

Ma un po’ di controllo e di razionalità proprio non te li potevi permettere?

Oppure il tuo obiettivo è quello di farti cacciare per rivivere , con narcisismo e masochismo degni di miglior causa, l’esperienza del martirio?

Attacco a Santoro, Berlusconi furioso con Anno Zero.

santoro_travaglio21-150x150“Stop al circuito mediatico giudiziario”.

Il presidente del Consiglio lancia questa parola d’ordine  durante il pranzo con gli eurodeputati.

Il premier cita l’ultima  puntata di ‘Anno zero’. (vedi post precedente Anno Zero: la passione di Di Pietro contro la spocchia di Ghedini )

Ho guardato in tv la trasmissione –  dice Silvio – e ho visto che addirittura hanno simulato una sorta di fiction su fatti che non sono ancora andati a processo”.

Berlusconi ha spiegato di aver visto che un attore impersonificava la parte di un giudice, un altro quella di un imputato. “Una ricostruzione avvenuta soltanto attraverso i testi delle intercettazioni” sottolinea il Cavaliere. “Bisogna finire con questi processi mediatici“.

Due domande al premier:

1) E’ per caso in arrivo un altro editto bulgaro?

2) Perchè tanta indignazione per i processi mediatici quando riguardano i politici e tanta indifferenza quando le tv di RAI SET si occupano di Garlasco, Erba, Perugia, Cogne.

Si vede che la Tv è come la Giustizia.

Anzi come la pioggia.

Uguale per tutti.

( Poi ci sono quelli che pretendono l’ombrello e quelli che non hanno diritto ad averlo..)

berlusconipiove

Anno Zero: il furore di Di Pietro contro la spocchia di Ghedini.

dipietro01Puntata sulla giustizia ieri sera ad “Anno Zero”.

Uno di fronte all’altro due personaggi lontani anni luce l’uno dall’altro: Antonio Di Pietro e Nicolò Ghedini

Alcune cose le hanno in comune: entrambi laureati in giurisprudenza, entrambi parlamentari, entrambi di destra, entrambi si definiscono liberali.

Ma il resto li divide.

Figlio di contadini del sud l’uno,  figlio di un importante avvocato padovano  il secondo.

Scuole professionali il primo, liceo  il secondo.

Emigrato in Germania per pagarsi gli studi Tonino, entrato nella professione sulla scia del padre il secondo.

Passionale e sconnesso a volte dal punto di vista sintattico e grammaticale l’ex pm,  sarcastico e controllato l’avvocato del premier.

Un abisso anche sui contenuti.

Di Pietro è un manicheo, con lui bisogna scegliere: o si sta dalla sua parte o dall’altra. E quelli che sono dall’altra parte per lui sono tutti birbaccioni.

Ghedini è uno slalomista dei distinguo. Dissemina il suo discorso di affermazioni di principio condivisibili, che però immediatamente annacqua con ammorbidimenti e giravolte. Ha una sua idea sulla giustizia e cerca anche di farci sapere in tutti i modi che è meno distruttiva e oltranzista di quella del premier. Insomma è sgusciante. Quando il suo antagonista gli cita alcune frasi del premier, che dimostrano la volontà di mettere in difficoltà la magistratura più che di sanare i problemi della giustizia, cerca di uscire dall’angolo minimizzando.

Si attacca a tutto. Approfitta di ogni più piccolo errore dell’antagonista per cercare di ridicolizzarlo.

Un esempio: Di Pietro dice che bisogna mettersi sul tavolo a discutere per trovare soluzioni condivise e lui se ne approfitta per sottolineare l’imprescisione linguistica del leader dell’Italia dei Valori.

Dice, con tono di spocchiosa superiorità,  ” Evidentemente dalle sue parti ivece che intorno al tavolo si discute sopra il tavolo”.

Conclusioni?

Vorremmo un Di Pietro più preparato sul piano sintattico e dialettico, ma queste sue lacune non ci fanno dimenticare per un secondo che è lui quello che ha ragione.

Alla fine viene interpellato un insigne giurista, il professor Grevi, ordinario di procedura penale e lui, con nostro grande sollievo, dice , con molta più compostezza ed eleganza di lui, le stesse cose che ha detto Di Pietro.

Cioè: che l’unico modo possibile per mettere in ginocchio il malaffare che sta invadendo a tutti i livelli la gestione della cosa pubblica e rafforzare le possibilità di intervento e di indagine della magistratura e che tutte le dichiarazioni del premier vanno purtroppo nella direzione opposta.

La concezione della giustizia di Berlusconi, d’altronde è nota.

Diceva il giurista Francesco Carnelutti: «La legge è uguale per tutti. Come la pioggia. Ma se è vero che la pioggia bagna tutti, è vero anche che  chi ha l’ombrello si ripara».

Berlusconi di ombrelli ne ha tanti e ne vorrebbe sempre di più. Uno dei suoi fabbricanti di ombrelli stava ieri sera ad Anno Zero

Berlusconi: da Spartaco a Crasso, resistibile ascesa di uno “schiavo”

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E’ il 14 settembre del 1993.

Berlusconi non è ancora sceso in campo ( anzi nega di volerlo fare, sostiene che la cosa è un’invenzione di Repubblica).

In questo articolo d’annata, che trascrivo qui sotto. Antonio Dipollina di Repubblica ci racconta un Berlusconi che tuba con Santoro ( che definisce bravo e simpatico) e che, a sorpresa, confessa i condizionamenti che ha subito, come imprenditore televisivo, dal potere politico.

“Siamo stati schiavi del Principe” dice ad un certo punto.

Peccato che poi da Spartaco si sia trasformato in…Marco Licinio Crasso.

Silvio Berlusconi prende sottobraccio Michele Santoro e cerca di allontanarsi dai giornalisti.

Non ci riesce, gli dice due parole all’ orecchio e lo congeda.

Poi si volta e parla, Berlusconi, mettendo fine al silenzio-stampa decretato tempo fa al grido:

“Se parlassi, ne sentireste troppe, e non è il caso”.

ll caso, invece, si presenta al teatro Manzoni di Milano, dove è convocata la convention di Publitalia, concessionaria della pubblicità di Berlusconi, e dove Santoro è ospite per parlare di sé e di molto altro di fronte, tra gli altri, ai 31 giovanotti ammessi al Master in comunicazione della Fininvest.

“Bravo e simpatico” lo definisce Berlusconi alla fine.

Ma a Sua Emittenza preme parlare di tutto il resto. Berlusconi e il partito. “E’ un partito che non c’ è – esordisce Berlusconi – ma voi credete ancora a quello che scrive Repubblica?”.

Il riferimento è all’ ipotesi di lanciarsi in prima persona sulla scena politica. “Non è possibile per un comunicatore darsi alla politica in questo modo, le due cose non stanno insieme”.

Ma le cene degli imprenditori, le preoccupazioni per l’ assetto politico futuro? “Non vorrete certo negare a un gruppo di imprenditori il diritto di occuparsi della polis e di mettere la propria esperienza al servizio di un paese che ha una classe politica in declino”.

Berlusconi e l’ informazione Fininvest. Nella giornata campale di ieri per il nuovo assetto informativo delle sue reti, Berlusconi ha confermato parecchie ipotesi che erano nell’ aria. E ha avuto uno scatto all’ ennesima domanda sull’ ingaggio di Funari. Quest’ ultimo, ancora ieri, ha ribadito che, ai tempi della sua cacciata da Italia 1, Berlusconi gli confermò che era stato costretto a prendere quella decisione. E allora? “Lo devo proprio dire? Va bene – ha ammesso Berlusconi -. siamo stati schiavi del Principe. Del resto lo siamo tuttora e lo saremo sempre. Devo aggiungere altro?”

Il Principe è per Berlusconi il potere politico. “Sono cambiate certe situazioni, ma noi dobbiamo fare i conti con il potere”, dice in pratica il presidente Fininvest. E il riferimento va di pari passo con quanto si era sempre detto a proposito della cacciata di Funari: un diktat del Caf, allora imperante.

Il fatto che il Caf non esista più permette a Berlusconi di recuperare Funari: fermo restando che il nuovo Principe non lo lascia certo tranquillo. “Santoro ha detto che, se entrassi in politica e perdessi alle elezioni, il vincitore cercherebbe di mettermi a tacere: è una previsione ottimistica, mi metterebbe a tacere molto prima”.

ANTONIO DIPOLLINA-  Repubblica-  14 settembre 1993