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BERNABE’ CONTRO COLANINNO : ’L’OPA TELECOM UN DELITTO CONTRO IL PROGRESSO DEL PAESE.

’Non mollo:  restero’ qui finche’ non ho risolto il problema. Non voglio piantare i chiodi sulla sedia ma riusciro’ a consegnare Telecom Italia fra due, tre anni, quello che sara’, in condizioni infinitamente migliori di quello che e’ oggi’.

Parola dell’amministratore delegato del gruppo telefonico, Franco Bernabe’, che oggi ha incontrato un gruppo di blogger al Mart di Rovereto per una ’conversazione’ trasmessa in diretta sulla rete. Sulle prospettive di Telecom Bernabe’ si e’ definito ’molto ottimista’ descrivendola come un’azienda proiettata verso il futuro che gia’ da’ mostra di avere ’voltato pagina.

Spero che nei prossimi quattro, cinque mesi – ha detto ancora Bernabe’ – potrete vedere segnali coerenti nel segno del ripristino delle potenzialita’ e di capacita’ di sviluppo dell’azienda’.

Nel ricordare che le telecomunicazioni sono state da sempre un ’punto di forza del paese’,  Bernabe’ ha detto di ritenere che ’tutto questo c’e’ ancora. Ci sono le condizioni -ha spiegato – perche’ le tlc tornino un punto di eccellenza e Telecom Italia un’azienda vettore di sviluppo e crescita’.

Riferendosi all’Opa su Telecom, Bernabe’ ha affermato che ’la scalata a Telecom Italia con i debiti che hanno impoverito la societa’ e’ stata un delitto contro il progresso del paese’.

Sempre a proposito dell’offerta pubblica l’ad di Telecom ha spiegato di avere posto all’epoca un problema: ’mi chiedevo perche’ in tutto il mondo una societa’ di questo tipo e con queste caratteristiche fosse una public company mentre in Italia doveva essere controllata da un azionista privato.In Italia c’era questa teoria per cui un’impresa deve avere un padrone. Ma chi l’ha detto? Una public company si chiama cosi’ perche’ e’ dell’insieme dei cittadini, e’ del paese’.

(dagospia 12 settembre 2008)

Waterloo, Austerlitz? Per me pari sono- Un video imperdibile

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Un top manager della Telecom- sosia di Rocco Siffredi- cerca di motivare i dipendenti. Ma inciampa su Napoleone…

A qualche corso di comunicazione o di strategia gli avranno forse parlato della Battaglia di Austerlitz come fulgido esempio delle minacce che il genio sa trasformare in opportunità.

A lui probabilmente il discorso è piaciuto e adesso lo vuole ripetere per impressionare i suoi collaboratori.

Peccato che invece di Austerlitz gli venga in mente Waterloo ( avendo studiato un poco d’inglese pronuncia rigorosamente UATERLO’).

Finisce così per indicare ai suoi esterefatti colleghi come obiettivo da raggiungere… il sole di Waterloo.

Un particolare di poco conto… “Austerlitz, Waterloo, chissenefrega, sempre battaglie sono…”, alcuni dicono che abbia risposto a chi lo avvertiva del lapsus.

Il video lo trovate qui:

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18978&showtab=Copertina