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Ci vuole il coraggio di Mimum: il suo tg5 parla di limitazioni alla libertà di stampa ( ma è l’IRAN) e di un premier sull’orlo delle dimissioni ( ma è Gordon Brown). Silvio: non pervenuto

berlusconi party

Ligi alla consegna , ma anche, involontariamente,  umoristi di prim’ordine.

Sono i giornalisti dei tiggì che aderiscono alla congiura del silenzio.

Del premier  non si parla più.

Difenderlo era un bagno di sangue, meglio tacere, cercare di fare scendere l’oblio sul Casoriagate.

L’umorismo da cosa scaturisce allora?

Dal fatto che si parla nello stesso telegiornale (  prendo ad esempio il tg5 delle  13 del 21 giugno ) di un primo ministro sull’orlo delle dimissioni…. ma che non è Berlusconi ! E’ Gordon Brown!

E si parla anche di bavaglio alla stampa…ma non è l’Italia, è l’Iran!

Vorrei dare un piccolo   consiglio non richiesto ai congiurati :  tutte le notizie  riguardanti paesi stranieri che assomigliano a quelle che si dovrebbero dare in Italia non è meglio tagliarle del tutto?

Così, per evitare antipatiche associazioni di idee…

D’altronde se si vuole infarcire il telegiornale di notizie interessanti si può sempre fare come  nell’ultimo telegiornale che ho visto oggi: un lungo servizio su un delfino finito fuori rotta, qualche temporale estivo, diete, consigli per il caldo, magari qualche gossip ( sugli altri ovviamente)…

Che problema c’è’?

Si fa presto a riempire una mezz’ora scarsa.

Di cavolate.

Per il popolo più disposto a farsi abbindolare del pianeta

Il pensiero surgelato

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Ho sempre seguito con interesse e qualche volta con passione la politica.

Non sono abbarbicato ad una ideologia, ritengo solo di essere una persona di buon senso che vorrebbe il bene del suo Paese.

Cerco quindi di raccogliere da tutte le fonti possibili, nessuna esclusa, tutte le informazioni possibili e di farmi un’idea mia.

Il mio parere non è “schiacciato” su quello di un leader o di una formazione politica, anche se, com’è naturale ci sono leader o formazioni politiche ai quali mi sento più vicino, se non altro per la constatazione statistica che il mio pensiero ed il loro sono spesso coincidenti.

Ma quello che conta è la visibilità sui fatti. La differenza tra una valutazione ed un’altra sempre passa attraverso la lettura dei fatti.

Se alcuni fatti vengono oscurati, se altri vengoni ingigantiti e drammatizzati, si fa una fatica enorme a leggerli in modo chiaro e preciso.

E’ come se avessimo di fronte la pagina di un giornale: alcune notizie sono scritte in grande, addirittura a caratteri cubitali, altre sono scritte in piccolo, con caratteri microscopici, altre ancora mancano del tutto.

Ci togliamo gli occhiali per leggere le prime, tiriamo fuori il microscopio per decifrare le seconde, ci affanniamo a scartabellare il giornale per cercare le terze,

Poi ci stufiamo.

Ci rifugiamo nelle nostre letture preferite ( quelle che non tradiscono mai) o negli affetti familiari ( che a volte tradiscono a volte no) oppure andiamo al lavoro, a spasso con il cane, al cinema insomma mettiamo da parte il nostro tentativo di farci un’idea sulla cosa pubblica e ci applichiamo a vivere la nostra vita privata rinuciando a capire.

E’ questo quello che il nuovo regime delle tv commerciali vuole da noi.

Lasciamo in pace il manovratore, amici di Maria ( De Filippi, naturalmente).

Non facciamo troppe domande.

Non chiediamoci perchè d’ora in poi non ci saranno più servizi sulla terza o quarta settimana : la crisi ci sarà perchè sembra inevitabile, ma sicuramente gli intervistati sarranno tutti fiduciosi sulle magnifiche sorti e progressive del Paese finalmente affidato al Grande Timoniere Unto del Signore.

Non ostiniamoci a cercare immagini sui rifiuti a Napoli : il nuovo Premier forse non riuscirà a portarli via da Napoli, ma sicuramente si impegnerà a non farceli più vedere in tv.

Non ostiniamoci a cercare i fatti per arrivare a formarci delle opinioni.

E’ una fatica inutile. Le opinioni sono lì, alla portata di tutti, tra uno spot e l’altro, già confezionate dai grandi comunicatori di regime, perchè prendersi la briga di raccogliere le informazioni sui fatti, di pensarci sopra per poi arrivare ad una valutazione personale.

Basta tirar fuori dalle tv il pensiero surgelato di qualcun altro.