Archivi tag: travaglio

Chi disturba il manovratore?( tutti addosso a Marco Travaglio)

travaglio_0.jpg

Una premessa doverosa di tipo personale: anch’io, come molti, spero che il nuovo Governo faccia bene e riesca a trovare con l’opposizione un’intesa sui temi importanti.

Non ho votato per Berlusconi e credo che mi rifiuterò di farlo fino a quando disporrà di quello strapotere mediatico che rende sleale qualdiasi tipo di competizione elettorale cui partecipi.

Ma il Paese è troppo mal ridotto per poterci permettere di fare il tifo contro l’unico governo che abbiamo ( e che avremo a lungo..)

Un’ intesa con l’opposizione mirata a cambiare le regole di funzionamento della macchina dello stato per renderla più efficiente e snella è poi necessaria più di ogni altra cosa.

Sono quindi un sostenitore del dialogo e favorevole ad un’opposizione responsabile.

Chi sta al governo, in genere, non sbaglia mai il 100% delle cose che fa: ogni tanto anche il governo meno abile, statisticamente, qualcuna la imbrocca.

Un’opposizione responsabile non fa il muro contro muro a prescindere. Seleziona le battaglie da combattere.

Ma su un’unica cosa non è giusto arretrare di un solo centimetro: la corretta informazione.

Il giorno in cui, in nome della necessità di dialogo, si cominciano a nascondere i fatti, è il giorno di nascita di quella che Scalfari comincia a definire una “dolce dittatura”.

Una dittatura in cui coloro che raccontano questi fatti non vengono mandati nei gulag o nei manicomi, ma ricevono una condanna unanime come provocatori, costruttori di trappole, disturbatori del manovratore.

Schifani.img_assist_custom.jpg

Mi riferisco al caso Travaglio- Schifani.

Durante una trasmissione televisiva Travaglio non ha formulato, come qualcuno adesso cerca di far credere, un’accusa di collusione con la mafia a carico del Presidente del Senato.

Si è semplicemete limitato a ricordare un fatto inoppugnabile, del quale tra l’altro io insieme ad alcune di migliaia di lettori del libro “I complici ” di Lirio Abbate e Peter Gomez eravamo al corrente.

Il fatto nella sua nuda e semplice verità è questo: esisteva tanti anni una società di brokeraggio assicurativo chiamata Sicula Brokers i cui soci erano, insieme a Renato Schifani, Enrico La Loggia, Nino Mandalà ( poi condannato per mafia) e Benny D’Agostino ( poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa).

Molti pensano che sia praticamente impossibile vivere in Sicilia senza entrare, del tutto casualmente e incolpevolmente, in contatto con i mafiosi.

Possibile, se parliamo di quelli che ci siedono accanto al cinema o al ristorante.

Più difficile che il contatto sia casuale e incolpevole quando ci si siede accanto ad un mafioso nel consiglio di amministrazione di una società commerciale.

E’ giusto o no che gli italiani sappiano di questo trascorso del Presidente del Senato?

Secondo me si.

E’ “rivoltante e inutile”, come dice Marco Taradash, che qualcuno lo ricordi?

Oppure è semplicemente informazione?

La condanna di Travaglio è quasi unanime anche nell’opposizione ( Di Pietro escluso).

Comprensibile.

L’opposizione ormai è allo sbando: i commentatori e gli esperti di sondaggi li hanno a tal punto rintronati ammonendoli sull’effetto boomerang dell’antiberlusconismo, che il primo riflesso al quale si abbandonao in una situazione come questa è quello di attaccare a loro volta chi disturba il manovratore.

……………………………………….

tremonti_0.jpg

Nel frattempo Tremonti il più lucido di tutti, pur non sapendo ancora che pesci pigliare, rilascia un’intervista di enorme impatto mediatico: pagheranno le banche e i petrolieri. Sembra quasi di sentire lo slogan dell’ultrasinistra nel 2006: Anche i ricchi piangano.

Neanche Rossi & Turigliatto avrebbero osato tanto.

Sgarbi come Cassano, match a Travaglio.

sgarbi.small.jpg

Sgarbi ad Annozero è riuscito in un’impresa che poteva riuscire solo a lui: quella di avere ragione comportandosi come uno che ha torto.

Gli insulti di Grillo a Veronesi non solo erano gratuiti e volgari, ma erano anche del tutto periferici rispetto al discorso politico del comico, che era giusto, se non altro per diritto/dovere di cronaca riferire.

Malissimo quindi ha fatto Santoro a diffondere anche quella parte del discorso.

In quanto a Sgarbi credo che proprio in questa breccia avrebbe potuto insinuarsi per mettere in difficoltà Travaglio e Santoro.

Non gli mancano certo le capacità dialettiche per interloquire in maniera vincente e stringente.
Ha preferito sbraitare e insultare.
Ha perso un’occasione.

Travaglio ha fatto come quei pugili con grandissime capacità di incassare che alla fine del match vincono del tutto immeritatamente perchè hanno la fortuna di piazzare un solo colpo vincente.
E il suo colpo vincente è stato una piccola frasetta velenosa, in risposta ad una valanga di insulti: “Portatelo via, non c’è in questo studio la neurodeliri?”.

Occasione persa da Sgarbi, match a Travaglio.

Una vera e propria cassanata.

Il paese della dimenticanza

La campagna elettorale è partita in modo soft.

Lo dicono tutti.

Forse è anche vero.

Quello che si stenta a credere è che questo clima di civiltà e di quasi lealtà reciproca possa durare a lungo.

Certo è che non se ne poteva più.

Avevamo passato gli anni 80 a disprezzare il cosiddetto consociativismo.

Ci rendevamo conto che in quella specie di marmellata allignavano la corruzione e le ruberie della classe politica.

Lo intuivamo, più che averne la certezza.

Ci mancavano le prove.

Poi Tangentopoli ce le fornì in maniera clamorosa.

Sperammo in una nuova stagione.

Ci sembrava impossibile che i protagonisti di quelle vicende di malaffare potessero tornare a galla e presentarsi come vittime.

Eppure è stato così.

Siamo in un paese in cui è facile dimenticare.

Anche perchè coloro che dovrebbero aiutarci a farlo, cioè i giornalisti della carta stampata e soprattutto della tv, sono i più bravi del mondo nell’arte di cambiare le carte in tavola.

Con le dovute eccezioni.

Flickr image

Quando spunta uno come Travaglio e ricorda non solo come andarono le cose, ma anche le frasi alla Robespierre di quelli che allora inneggiavano a Mani Pulite e oggi la condannano, tutti lo accusano di essere un giustizialista.

Difficile però che lo chiamino bugiardo.

Tornando al clima, sono contento che sia migliorato.

Ma, come cittadino, come contribuente, come elettore, non voglio che sia un ulteriore pretesto per dimenticare.

W la memoria!

E’ in arrivo la terza Repubblica ( ma assomiglierà alla prima e alla seconda)

travaglio

 

Guardo “Niente di Personale” sulla 7.

C’ è un giornalista puro e duro ( Marco Travaglio) che è ormai rimasto tra i pochi personaggi pubblici che riescono a vedere le cose per quello che sono.

Per lui un latitante NON è un esule un condannato con sentenza definitiva è un pregiudicato e NON una vittima della malagiustizia, un immeritevole che diventa primario in un ospedale grazie alle sue entrature politiche NON è un uomo che ha saputo crearsi un network di amicizie, ma semplicemente un furbacchione che ha scelto strade traverse per ottenere quello che a tutti gli altri piacerebbe vedere conquistato con fatica.

Il giornalista puro e duro si esprime con chiarezza: non ha bisogno di arrampicarsi sugli specchi per dimostrare cose che sono evidenti a tutti.

Flickr image

Nella stessa trasmissione c’è un giornalista antagonista del primo. Si esprime in maniera confusa e contorta, sembra imbarazzato lui stesso dalle cose che dice.

Che pena! Eppure, se siamo lettori di giornali e se guardiamo i tg, questa è la fauna prevalentemente circolante.

Il giornalista puro e duro non viene quasi mai smentito dal collega, risulta sempre molto più documentato sui fatti di chiunque altro.

Il collega si limita a dargli del moralista, a fare del sarcasmo sui suoi articoli definiti simili a “mattinali di questura”

E’ un vecchio metodo. Quando uno dice che il re è nudo o è un ingenuo o un moralista.

Nel frattempo alle persone normali, che sono i più, non resta che assistere all’avvicendarsi delle Repubbliche, una più corrotta dell’altra.