Tremonti in Tv rivaluta Romano Prodi e “scarica” Berlusconi

tremontiiiiAdesso che i buoi sono scappati si cerca di riparare le porte della stalle.

Per anni i manager si sono comportati con disinvoltura, spendendo a piene mani in speculazione e stock options i soldi  dei risparmiatori.

Per anni gli evasori fiscali si sono sentiti incoraggiati nella loro disonestà, quasi coccolati ed autorizzati a ritenersi linfa vitale del paese.

Per anni i magistrati intenzionati a fare il loro mestiere indagando sui politici ladri sono stati aggrediti da giustizialisti scandalizzati.

Centro di gravità permanente di queste filosofie da “Bravi Ragazzi” è stata in questi anni la compagine politica della quale Giulio Tremonti è uno dei leader più influenti.

Il fiscalista di Sondrio, che, con il tempo, si è conquistata una fama  di maître à penser, adesso compare in Tv a “Che tempo che fa”,  e , sfoggiando un elegante dolcevita grigio, scende in campo contro tutte le cose che ha fatto.

Insomma siamo alle solite: come direbbe il grande Flaiano, la situazione è grave, ma non è seria.

Anzi proprio perchè la situazione è grave anzi gravissima, ci arriva, mentre stiamo seduti a cena, l’inaspettato auto da fè del Fiscalista di Sondrio.

Il paese è a un passo dal botto e il peggio, dicono gli analisti, deve ancora venire.

Chi ha responsabilità così elevate si trova di fronte una situazione in grado di far tremare le vene dei polsi a chiunque, anche al più grande statista ( e qui ce ne sono solo di piccoli e mediocri…).

Meglio cambiare rotta e rinunciare alla bandiera nella quale fino ad oggi si è avvolta la principale forza politica del paese: quella dell’indulgenza ( ad essere eufemistici) nei confronti di amministratori e manager disinvolti.

Meglio rivalutare la saggezza di Prodi , che infatti il ministro loda, quasi dispiacendosi di essere costretto a farlo, estraendo dalla tasca della giacca la fotocopia di un articolo del Professore.

Ma ancora di più ci sorprende, mandandoci di traverso la minestra,  quando dice:

Bisogna riscrivere le regole” del sistema finanziario e poi mandare a casa o in galera chi ha abusato”.

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P.S.

Naturalmente lo concia per le feste Marco Travaglio nella sua quotidiana rubrica sull’Unità, Zorro ( 20 gennaio 2009):

marco-travaglio

[…] non sottilizziamo e approfittiamone, prima che cambi idea come per i condoni (li giudicava roba da “governi golpisti sudamericani”, poi ne firmò una dozzina in un giorno).

Dunque, galera per i reati finanziari.

Come in America e nel resto del mondo.

Ma allora bisogna ripristinare il reato di falso in bilancio, di fatto depenalizzato dal suo governo, con la sua firma, nel 2002. Ok? Ok.

Poi bloccare la legge Alfano sulle intercettazioni varata dal suo governo,
con il suo voto: quella che le proibisce anche per truffa, usura, rialzo fraudolento dei prezzi e quasi tutti i delitti economici, finanziari, societari e tributari (abuso di informazioni privilegiate, bancarotta anche fraudolenta non aggravata, ostacolo alle autorità di vigilanza, frodi fiscali, false relazioni
delle società di revisione, abusi in intermediazioni finanziarie, falsi prospetti per quotazioni in Borsa).
E naturalmente ritirare qualunque tentativo di ridurre la custodia cautelare e di aumentare gli influssi della politica sui magistrati, affinchè possanocontinuare a indagare sui reati dei colletti bianchi senza timori di rappresaglie dall’alto.

Che fa, lo dice lei ad Al Tappone o lo avvertiamo noi?

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